Il coniglietto si chiamava Nuvola.
Era un giocattolo di stoffa bianca, con un orecchio leggermente piegato e un piccolo fiocco azzurro.
Beatrice lo aveva cucito per Sofia durante una vacanza al mare.
La bambina lo teneva sempre vicino.
«La mamma mi ha detto che Nuvola custodiva un ricordo», spiegò.
Elena osservò il giocattolo.
Sotto il fiocco c’era una piccola tasca cucita con filo quasi invisibile.
Non volle aprirla senza il consenso della bambina.
«Sei sicura di voler vedere cosa contiene?»
Sofia annuì.
Elena chiamò Lorenzo.
Quando arrivò, Sofia gli porse il coniglietto.
«Papà, è un regalo della mamma.»
Lorenzo si sedette accanto a lei.
Con delicatezza aprì la piccola tasca.
All’interno c’era una scheda di memoria avvolta in un pezzetto di tessuto.
Lorenzo rimase senza parole.
Chiamò immediatamente il proprio avvocato, che organizzò la conservazione e l’esame del supporto da parte di un tecnico qualificato.
Il giorno seguente scoprirono che conteneva copie di documenti, fotografie e alcune registrazioni vocali.
In una di esse si sentiva la voce di Beatrice.
«Sto conservando queste informazioni perché temo che qualcuno possa cancellarle. Voglio che Sofia, un giorno, conosca la verità sulla propria famiglia.»
Lorenzo pianse in silenzio.
Sofia gli prese la mano.
«Non essere triste, papà.»
Lui la abbracciò.
«Mi dispiace non averti ascoltata prima.»
La bambina appoggiò la testa sulla sua spalla.
Per la prima volta dopo molti mesi, padre e figlia rimasero abbracciati senza paura.
Ma il contenuto più importante della scheda non era una registrazione.
Era una fotografia.
Mostrava una stanza d’albergo.
Sul tavolo c’erano documenti, una valigia e un telefono.
Accanto alla finestra compariva una persona che nessuno aveva ancora identificato.
Sotto il file, Beatrice aveva scritto:
La persona che può confermare tutto.


