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Capitolo 6: Il Testamento Scomparso

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Capitolo 6 di 24
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Lo studio di Lorenzo occupava una stanza luminosa al piano terra.

Alle pareti erano appesi diplomi, fotografie di alberghi e riconoscimenti aziendali. Sopra il camino si trovava un ritratto di Beatrice.

Era la prima volta che Elena vedeva chiaramente il suo volto.

La donna aveva capelli biondi, occhi grigi e un sorriso dolce. Sofia le somigliava moltissimo.

Il notaio Ferretti aprì la cartella.

«Tre mesi prima della morte, Beatrice aveva preparato una modifica alle disposizioni patrimoniali.»

Lorenzo aggrottò la fronte.

«Non ne sapevo nulla.»

«Sua moglie voleva proteggere il patrimonio destinato a Sofia. Una parte consistente delle sue proprietà personali doveva essere amministrata da un organismo indipendente fino alla maggiore età della bambina.»

Claudia incrociò le braccia.

«E perché questa storia emerge soltanto adesso?»

«Perché il documento definitivo non è mai stato ritrovato.»

Lorenzo si alzò.

«Mi sta dicendo che qualcuno potrebbe averlo nascosto?»

Ferretti rispose con prudenza.

«Sto dicendo che esistono comunicazioni preparatorie e riferimenti a un documento che non compare negli archivi disponibili.»

Elena ascoltava in silenzio.

Non era presente per discutere di denaro. Tuttavia capiva che l’eredità di Sofia poteva essere il motivo delle tensioni familiari.

«Beatrice aveva una scatola con un sole d’argento?» domandò.

Il notaio si voltò.

«Come lo sa?»

«Sofia l’ha nominata.»

Ferretti rimase pensieroso.

«Beatrice custodiva alcuni oggetti personali in una piccola cassetta di legno decorata con un sole metallico. Non l’ho più vista dopo la sua morte.»

Claudia intervenne.

«Non possiamo trasformare i ricordi confusi di una bambina in un’indagine.»

Lorenzo la guardò.

«Nessuno sta accusando nessuno.»

«Allora smettiamo di comportarci come se questa casa nascondesse un crimine.»

La frase rimase sospesa nella stanza.

Quella sera Elena trovò Sofia seduta sul tappeto.

«La mamma aveva paura?» le chiese delicatamente.

Sofia strinse il coniglietto.

«Non sempre.»

«E quando aveva paura?»

«Quando arrivava l’uomo con l’orologio rotto.»

Elena sentì un brivido.

«Chi era?»

Sofia abbassò lo sguardo.

«Quello che prometteva di aggiustare tutto.»

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