L’assistente sociale si presentò come la dottoressa Paola Rinaldi, dei servizi sociali del Comune. Era professionale, diretta, con l’aria di chi dorme poco.
«Stamattina abbiamo ricevuto una segnalazione. Si parla di possibile instabilità emotiva in famiglia e di gestione non sicura di una neonata.»
Mi si rivoltò lo stomaco.
Davide si fece da parte. «Prego, entri.»
Mi tornò in mente quello che mi ripeteva lui: salvare tutto, restare calmi, dire la verità.
La dottoressa Rinaldi chiese di vedere Viola. La osservò a lungo, mi fece domande su poppate e sonno, diede un’occhiata alla casa e chiese una copia del referto del pronto soccorso.
Poi mi chiese cosa fosse successo la sera della Vigilia. Glielo raccontai.
Davide le mostrò il video di Noemi. Lei lo guardò una volta, senza espressione. Poi una seconda.
«Posso averne una copia?»
«Certo» disse Davide.
Le mostrammo anche i post di Camilla, la dichiarazione scritta di papà e il video di ottobre nello studio. Prese appunti per quasi un’ora.
Alla fine chiuse la cartellina.
«Non posso dirvi chi ha fatto la segnalazione.»
«So chi è stato» dissi.
«Può darsi. Quello che posso dirvi è questo: da ciò che ho visto oggi, non ho preoccupazioni immediate per la sicurezza della bambina in questa casa.»
Mi si riempirono gli occhi di lacrime prima che potessi fermarle.
Il suo tono si ammorbidì appena. «Ho invece delle preoccupazioni per l’adulta che nel video la colpisce.»
Quando se ne andò, mi sedetti sulle scale e piansi di pura stanchezza. Davide si sedette accanto a me.
«Voleva farci passare per il problema.»
«E non ci è riuscita.»
«Stavolta.»
Il telefono squillò. Papà. Stavo per ignorarlo, poi risposi.
«Cosa c’è?»
«Tua madre sta facendo la valigia.»
«Per andare dove?»
«Dice che viene da voi.»
Mi alzai. «No.»
«Arianna, è fuori di sé.»
«Allora fermala.»
«Non credo di riuscirci.»
«Papà, per una volta nella vita, provaci.»
Silenzio sulla linea. Poi sussurrò: «C’è un’altra cosa. Stamattina Camilla è passata di qui. Hanno litigato.»
«Su cosa?»
«Soldi.»
Aggrottai la fronte. «Quali soldi?»
Papà sospirò. «Tua madre le paga l’affitto da quasi un anno.»
«E cosa c’entra?»
«C’entra perché Camilla le ha detto che, se non continua a difenderla, ti racconta cosa ha fatto con il libretto di Viola.»
Il cuore mi si fermò.
«Viola non ha nessun libretto con la mamma.»
La risposta di papà fu appena un filo di voce.
«Sì, invece.»


