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Capitolo 11: Il Libretto Del Bisnonno — Parte 1

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Capitolo 11 di 26
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All’inizio pensai che papà si confondesse. Io e Davide avevamo aperto un piccolo conto per Viola, noi due, subito dopo la nascita. Non esisteva nessun altro libretto.

Papà ci spiegò che era un’altra cosa.

Nonno Aldo, mio nonno, morto l’inverno prima, aveva lasciato nel testamento una somma vincolata per il primo bisnipote. Fino al completamento della pratica dal notaio, la delega a gestirla era di mamma. Poi sarebbe passata a me.

«Quanto?» chiesi.

Papà esitò. «Quarantamila euro.»

Mi sedetti.

«Perché non me l’avete mai detto?»

«Tua madre voleva farti una sorpresa al battesimo.»

La voce di Davide si fece piatta. «E cosa ne ha fatto?»

«Non lo so.»

Ma Camilla lo sapeva. Ecco spiegato il ricatto.

Entro un’ora chiamai il notaio Bruno Sartori, che aveva seguito l’eredità del nonno. Si ricordava benissimo del libretto.

«Signora Moretti, ero convinto che sua madre le avesse già passato la gestione in primavera.»

«No.»

Una pausa. «Allora devo ricontrollare i movimenti.»

Nel pomeriggio richiamò. Sul libretto non c’erano quarantamila euro.

Ce n’erano ottomilasettecentoquaranta.

Mi si intorpidirono le mani. «Dov’è finito il resto?»

«Ci sono diversi prelievi, registrati come spese per la minore.»

«Mia figlia ha sei mesi.»

«Me ne rendo conto.»

I prelievi coprivano quattro mesi. Diversi corrispondevano quasi al centesimo all’affitto di Camilla, alle rate della sua carta di credito e a un weekend a Portofino di cui aveva pubblicato le foto.

Davide fissava il prospetto che il notaio ci aveva mandato. «Tua madre ha usato i soldi di nostra figlia per mantenere Camilla.»

Chiamai mamma. Rispose piangendo.

«Arianna, ti posso spiegare.»

«Hai preso soldi dal libretto di Viola?»

«Non è come pensi.»

«Sì o no.»

«Camilla era nei guai.»

Chiusi gli occhi. «Quindi sì.»

«Volevo rimettere tutto, fino all’ultimo euro.»

«Con cosa?»

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