«Ecco, vedete? È proprio questo che dico. Avete tutti paura di lui.»
«No» disse papà. «Noi ci vergogniamo di te.»
Camilla diventò pallida. Risalì in macchina e sbatté la portiera.
Mamma rimase nel vialetto. La guardai.
«Torna a casa con papà.»
«Arianna…»
«Non stasera.»
Lei annuì.
Quando se ne furono andati, Davide chiuse la porta a chiave. Pensai che il peggio fosse passato.
Alle 7:20 del mattino dopo capii che non era così.
Un carabiniere suonò alla porta con un atto da notificare. Camilla aveva presentato un ricorso al tribunale per ottenere un ordine di protezione contro Davide.
Nel ricorso sosteneva che lui l’avesse minacciata due volte: al cenone della Vigilia e nel nostro vialetto. Il secondo episodio era stato ripreso in video. Il suo video.
Ma l’aveva tagliato. La clip cominciava con Davide che usciva dalla porta a vetri e diceva: «Indietro.»
Tutto quello che era successo prima era sparito.


