Davide scese mentre ero ancora al telefono. Gli mostrai la foto. Ingrandì il telefono sul treppiede.
«Quello non è un baby monitor» disse. «Sta registrando.»
Papà lo sentì. «L’avevo pensato anch’io.»
«Dov’è adesso?» chiese Davide.
«Sparito.»
Mi sentivo male. «Chi ce l’aveva messo?»
Papà abbassò la voce. «Camilla ha detto che girava un video per il suo profilo. Quello dei consigli alle mamme.»
Chiusi gli occhi. Certo. Camilla non aveva figli, ma da un anno dispensava consigli a chi ne aveva.
Davide stava già scorrendo i suoi profili pubblici. Per quasi venti minuti non trovammo niente. Poi notai una copertina tra le storie in evidenza, sotto la voce VITA VERA.
Una porta chiusa. Dietro, il pianto di una neonata. Sullo schermo, una scritta:
A volte amare significa non cedere ai capricci.
Mi misi a tremare. «È il pianto di Viola.»
«Ne sei sicura?»
Lo riconoscerei tra mille.
«Sì.»
Il video durava nove secondi. Era stato pubblicato lo stesso pomeriggio in cui papà aveva trovato Viola da sola. Non si vedeva nessun volto, ma riconobbi le tende a limoni dello studio di papà.
Davide registrò lo schermo. «Non contattarla.»
«Vorrei distruggerla.»
«Lo so. Ma adesso salviamo tutto.»
Tornai al post della Vigilia. Sotto, qualcuno aveva cominciato a fare domande. Diverse persone che conoscevano Davide chiedevano perché Camilla non raccontasse la parte in cui aveva colpito una neonata.
Uno dei commenti era di zio Ettore. Semplice, secco:
Io ero a tavola. Camilla ha colpito la bambina. Davide non ha minacciato nessuno.
Sotto, un’altra risposta:
Io ho il video.
Cliccai sul profilo. Era mia cugina Noemi, diciannove anni, che quella sera era seduta vicino al presepe.
La chiamai subito. Rispose sussurrando.
«Aspettavo che mi chiamassi.»
«L’hai registrato?»
«Non apposta. Stavo filmando la nonna che apriva la pallina di vetro che le avevi dipinto tu. Il telefono è rimasto acceso quando Viola ha cominciato a piangere.»
Smisi di respirare. «Noemi, mandamelo.»
Il video arrivò venti secondi dopo. C’era tutto. Camilla che allungava le mani verso Viola. Il pianto. Lo schiaffo. Il silenzio. Davide che si alzava.
Ma il video non finiva lì.
Dopo che eravamo usciti, il telefono di Noemi aveva continuato a registrare, appoggiato sul bracciolo del divano.
E quello che mia madre disse dopo era peggio di qualsiasi cosa Camilla avesse scritto online.


