Edoardo Marenghi era un uomo che sapeva leggere un bilancio in quattro minuti.
Era anche un uomo che da otto anni non leggeva il bilancio di casa propria.
Quella domenica pioveva, il campo da golf era chiuso, e lui si mise in studio con il tablet più per noia che per sospetto.
Aprì il conto della gestione domestica e cominciò a scorrere.
Manutenzione giardino: coerente.
Utenze: coerenti.
Fornitori alimentari: coerenti.
Personale: incoerente.
Si tolse gli occhiali e li pulì con il lembo della camicia.
Nel 2023 la casa aveva pagato quattro persone: una cuoca, una domestica, un giardiniere, un autista part-time.
Nel 2025 pagava due persone. Il totale era lo stesso.
Anzi: era più alto di novecento euro al mese.
Scorse ancora. Trovò una voce ricorrente, “servizi di supporto amministrativo”, intestata a una partita IVA che non conosceva. Milleduecento euro mensili. Da diciotto mesi.
Cercò il nome su internet.
Terni Fabrizio.
Rimase seduto in studio con la pioggia che batteva sui vetri e una sensazione precisa allo stomaco: quella di chi si accorge di avere firmato per anni cose che non aveva letto.
Bussarono.
Bianca: «Papà.»
Edoardo: «Dimmi, amore.»
Bianca: «Ti devo far vedere una cosa. Ma prima ti devo chiedere una cosa.»
Edoardo: «Cosa?»
Bianca: «Quando è stata l’ultima volta che hai guardato le telecamere di casa?»
Edoardo si girò lentamente sulla sedia.


