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Capitolo 9: Bianca torna a casa

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Capitolo 9 di 21
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Bianca Marenghi arrivò di giovedì, senza avvisare nessuno, con un trolley scassato e una felpa grigia.

Ventiquattro anni, un tatuaggio piccolo a forma di onda sul polso, le unghie mangiate fino alla carne. Viveva a Lisbona da due anni e mezzo e non era tornata neanche a Natale.

Milena stava pulendo i vetri del portico quando il taxi entrò nel vialetto.

Bianca: «Ciao. Tu chi sei?»

Milena: «Milena. Lavoro qui.»

Bianca: «Da quanto?»

Milena: «Quattro mesi.»

Bianca: «Complimenti.» Lo disse senza ironia, e fu strano.

Costanza scese le scale con un sorriso che arrivò tardi di mezzo secondo.

Costanza: «Bianca! Ma perché non hai avvisato?»

Bianca: «Perché volevo vedere la casa com’è quando non sa che arrivo.»

Ci fu un silenzio.

Costanza: «Sei sempre spiritosa.»

Bianca: «Sempre.»

A cena Edoardo tornò dall’ufficio, abbracciò la figlia più a lungo del necessario e le chiese cinque volte se avesse mangiato.

Milena servì e sparecchiò senza che nessuno la guardasse.

Tranne una volta.

Mentre toglieva i piatti, Bianca alzò gli occhi e guardò le mani di Milena. Le guardò per due secondi buoni. Le nocche spaccate, la cicatrice sul pollice, la pelle bianca e crepata intorno alle unghie.

Poi guardò le mani di sua madre, con la manicure fatta il giorno prima.

Non disse niente.

Ma non smise di pensarci.

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