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Capitolo 8: Le nuove regole della casa

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Capitolo 8 di 21
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Il lunedì successivo Costanza convocò Milena in salotto e le comunicò le nuove regole con la voce di chi legge una circolare.

Costanza: «Il telefono resta in cucina durante il servizio. Non in tasca.»

Milena: «Va bene.»

Costanza: «Le pause si concordano con me la mattina. Non si decidono.»

Milena: «Va bene.»

Costanza: «E il corridoio di servizio non è una sala d’attesa. Ti ho vista alla finestra.»

Milena alzò gli occhi.

Milena: «Stavo telefonando a mia madre.»

Costanza: «Anche io telefono a mia madre. Non lo faccio nel corridoio degli altri.»

Poi arrivò l’ultima.

Costanza: «E gli orari. Finora abbiamo fatto sette-quindici. Da questa settimana finisci quando la casa è a posto. Se la casa è a posto alle quindici, esci alle quindici.»

Milena: «E se non lo è?»

Costanza: «Allora vuol dire che non hai lavorato bene.»

Milena rimase in piedi in mezzo al salotto.

C’era una frase che aveva in gola da settimane, e per un secondo fu vicinissima a dirla.

Signora, io non sono la sua serva.

Ma vide sul tavolino la busta con la sua firma sopra, quella dello stipendio, e pensò a Rosalba che diceva “ce la caviamo lo stesso” con quella voce troppo allegra per essere vera.

Milena: «Ho capito, signora.»

Uscì.

Quella sera finì alle diciannove e quaranta.

Il giorno dopo alle venti e dieci.

Il giorno dopo ancora smise di contare.

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