Costanza: «E toglimi quella molletta dai capelli. È di plastica. Sembri una ragazzina.»
Milena se la sfilò. Gliel’aveva comprata sua madre in una cartoleria di corso Garibaldi, dieci anni prima, insieme a un quaderno. Se la mise in tasca.
Costanza: «Quando parlo io, non si risponde due volte. Si risponde una volta sola.»
Risalì senza aspettare.
Milena rimase in piedi con lo straccio che gocciolava sul pavimento appena pulito. Contò fino a dieci, come faceva sempre. Il calore salì dietro gli occhi e si fermò lì, senza uscire.
Si inginocchiò di nuovo. E fu allora che vide il riflesso: un piccolo cerchio bianco nella cornice del soffitto, sopra la porta d’ingresso, con dentro un puntino rosso che lampeggiava piano.
Lo guardò per tre secondi.
Poi pensò una cosa che in tre mesi non aveva mai pensato: chissà se qualcuno, in questa casa, quelle immagini le guarda ancora.
E riprese a strofinare.


