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Capitolo 17: L'avvocato arriva tardi

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Capitolo 17 di 21
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L’avvocato Terzi arrivò alle undici e venti, sei minuti dopo i Carabinieri.

Il maresciallo Ruggero Salvi era un uomo di quarantasette anni, cortese, con una calligrafia ordinatissima e nessuna fretta.

Salvi: «Signor Marenghi, lei ha effettuato la chiamata.»

Edoardo: «Sì.»

Salvi: «Signora Sartori, lei è la persona coinvolta?»

Milena: «Sì.»

Salvi: «Preferisce parlare in un’altra stanza?»

Milena guardò Costanza. Poi guardò il maresciallo.

Milena: «No. Qui va bene.»

Terzi: «Maresciallo, sono l’avvocato della signora Marenghi. Le chiedo di sospendere qualsiasi—»

Salvi: «Avvocato, buongiorno. Nessuno le impedisce di assistere la sua cliente. Io intanto raccolgo.»

Edoardo consegnò il tablet e la scheda di memoria. Salvi guardò tre video con l’auricolare, senza commentare, prendendo appunti.

Al quarto si tolse l’auricolare e rimase un attimo fermo.

Salvi: «Signora Marenghi, riconosce la sua voce in queste registrazioni?»

Terzi: «Non risponda.»

Costanza: «È la mia voce.»

Terzi: «Costanza.»

Costanza: «È la mia voce, Arthur, non sono scema. Si vede la mia faccia.»

Salvi annuì e scrisse.

Salvi: «Signor Marenghi, mi risulta anche una segnalazione di cancellazione dell’archivio della telecamera dell’atrio, ieri mattina.»

Edoardo: «Esatto. Ho la notifica.»

Salvi: «Chi ha materialmente accesso al sistema?»

Fu Fabrizio Terni, in piedi da venti minuti in fondo all’atrio senza che nessuno se ne fosse accorto, a fare un passo avanti.

Fabrizio: «Io, maresciallo. L’ho fatto io.»

Costanza: «Fabrizio!»

Fabrizio: «Su ordine della signora. Ieri alle nove e quattordici. Le ho chiesto perché e mi ha risposto di no.»

Si voltò verso Milena.

Fabrizio: «Mi dispiace. Lo sapevo e non ho fatto niente.»

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