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Capitolo 12: La Verità Di Sabrina

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Capitolo 12 di 26
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Tre giorni dopo Natale mi chiamò un numero sconosciuto.

«Parlo con Beatrice? Sono Sabrina.»

Mi si irrigidì tutto il corpo.

«So di Mattia. E so della casa.»

«Devo spiegarti una cosa.»

«Non mi interessa sentire quanto fosse complicato.»

«Stefano non è il padre di Mattia.»

Pensai di aver capito male. «Ripetilo.»

«Mattia non è figlio biologico di Stefano. Lui lo crede perché gliel’ho detto io.»

«Perché?»

Sabrina scoppiò a piangere. «Perché Rosanna mi ha pagata.»

Rimasi zitta per diversi secondi.

«Rosanna ti ha pagata per far credere a suo figlio di essere il padre di tuo figlio.»

«Sì. Cinque anni fa. Prima che tu lo conoscessi. Ventimila euro all’inizio. Poi milleottocento al mese.»

«Perché mai?»

«Diceva che Stefano doveva mettere la testa a posto. Che un figlio lo avrebbe fatto crescere.»

«Questo non spiega niente.»

Sabrina esitò. «Voleva tenerlo in pugno. Se lui non faceva quello che voleva, minacciava di dire a tutti che stava abbandonando suo figlio.»

«Stefano ti dava il mantenimento?»

«Milleduecento euro al mese.»

Quasi risi. La stessa cifra che io davo a Rosanna. I miei soldi andavano a Rosanna. Quelli di Stefano andavano a Sabrina. Rosanna, di nascosto, pagava Sabrina. Era un meccanismo costruito per tenere tutti dipendenti da lei.

«Perché me lo dici adesso?»

«Perché ieri Rosanna è venuta da me. Mi ha offerto cinquantamila euro per trasferirmi in un’altra regione. E voleva che firmassi una dichiarazione in cui dico che Stefano sapeva di non essere il padre.»

«Così la colpa sarebbe ricaduta su di lui.»

«Sì. Ho detto di no.»

«Perché?»

«Perché sono stanca», disse. «Stanca di vivere dentro la bugia di un’altra.»

Capii quella frase più di quanto avrei voluto.

Poi feci la domanda che temevo. «Vi siete baciati?»

Silenzio. «Sì. Tre mesi fa. Ha iniziato lui.»

«L’hai fermato?»

«Alla fine sì.»

Faceva male. Ma, stranamente, non era più la cosa peggiore che Stefano avesse fatto.

Non la perdonai. Ma le credetti.

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