Rosanna alzò gli occhi al cielo. «Tutti sbagliano. Che dramma.»
Mi voltai verso di lei. «Mi avete scelta perché avevo dei soldi. Vero?»
«Che cosa offensiva.»
Federica rise amaramente. «È esattamente quello che è successo. Mamma ti ha fatto delle ricerche, Beatrice. Prima che Stefano ti chiedesse di sposarlo.»
Sentii un freddo lungo la schiena. «Che genere di ricerche?»
«Sapeva dove lavoravi. Più o meno quanto guadagnavi. Sapeva che il tuo appartamento era tuo, senza mutuo. Sapeva che tua madre ha la casa di proprietà. Sapeva che sei figlia unica.»
«Basta!», urlò Rosanna.
«No», disse Federica. «Volevi Beatrice in famiglia perché era solida. Dicevi a Stefano che lei poteva sistemare tutto.»
Guardai mio marito. «È vero?»
Un’unica parola. «Sì.»
Ricordai la sera in cui ci eravamo conosciuti. La cena di beneficenza per l’ospedale pediatrico, a Brescia. Stefano vicino al bancone, il suo sorriso facile. Mi aveva detto di avermi notata dall’altra parte della sala. L’avevo trovato romantico.
«Sapevi chi ero prima di presentarti?»
Il suo silenzio fu una risposta.
«È stata tua madre a mandarti?»
«No.»
Federica abbassò gli occhi. Lo notai.
«Federica.»
«Gli aveva detto che saresti stata lì.»
Stefano batté una mano sul tavolo. «Questo non significa che non mi piacesse!»
«La tua difesa è che ti hanno mandato a conoscermi, ma che ti sei divertito?»
«Mi sono innamorato di te.»
«Dopo aver letto il mio profilo patrimoniale.»
In quel momento Franco spinse indietro la sedia. Il rumore delle gambe di legno sul pavimento fece voltare tutti. Si alzò, andò alla credenza dietro di sé e tirò fuori una cartella marrone.
Rosanna diventò bianca. «Che cosa fai?»
«Quello che avrei dovuto fare due anni fa.»
«Franco.»
«Basta.»
Era la parola più sommessa pronunciata in tutto il giorno. Ed era la prima volta che vedevo Rosanna obbedirgli.


