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Capitolo 8: Dove Finivano Davvero I Miei Soldi — Parte 2

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Capitolo 8 di 26
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«Vai a trovare un’altra donna e un figlio segreto mentre io penso che tu stia giocando a calcetto.»

«Vado a trovare mio figlio.»

«Stai con lei?»

«No.»

Federica guardò di nuovo altrove.

«Federica. Hai visto qualcosa?»

Una lunga pausa. «Una volta. Si sono baciati. Tre mesi fa.»

«È stata una volta sola!», urlò Stefano.

Quasi risi. Una volta sola: l’uscita di emergenza universale dei colpevoli.

Poi Franco disse una cosa che non mi aspettavo. «Due anni fa Stefano mi disse che eri incinta.»

Mi voltai lentamente. «Non sono mai stata incinta.»

Franco impallidì. «Mi disse che eri all’undicesima settimana. Mi chiese trentamila euro per chiudere i debiti prima dell’arrivo del bambino. E tre mesi dopo ci disse che lo avevi perso.»

Federica si portò una mano alla bocca.

«Ti sei inventato una gravidanza», dissi a Stefano. «Ti sei inventato un bambino dentro di me, e poi l’hai fatto sparire quando la bugia è diventata scomoda.»

Stefano piangeva. «Mi è sfuggito di mano.»

Presi la borsa. Rosanna si piazzò davanti alla porta.

«Non te ne vai così. Ne parliamo in famiglia.»

«Questa famiglia ne ha parlato abbastanza senza di me.»

«E i soldi?»

Eccola lì, ancora. Presi il telefono, aprii l’app della banca e le mostrai il bonifico annullato.

Il suo volto non espresse rabbia. Espresse terrore. E capii che c’era in gioco molto più di milleduecento euro al mese.

Guardai tutti: Stefano, Federica, Franco, l’albero accanto alle sedie rovesciate, i tortellini freddi sul pavimento.

«Voi non mi avete accolta in famiglia», dissi. «Mi avete reclutata.»

E uscii.

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