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Capitolo 21: L'Orologio Fermo Alle 23:17 — Parte 2

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Capitolo 21 di 26
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E c’era di più. Paolo non aveva mai rubato niente. Dopo l’incendio, Rosanna aveva falsificato i registri contabili per incastrarlo. Paolo sapeva che, con quelle carte, nessuno avrebbe creduto che la morte di Leonardo fosse stata un incidente. Così aveva taciuto. E negli anni aveva cercato un modo per restituire la quota a Leonardo senza riaprire l’indagine. L’atto originale non l’aveva riportato a Rosanna per proteggersi: ne aveva fatto una copia, sparita dopo la sua morte.

Chiamai mia madre, che arrivò subito. Lesse la lettera in silenzio, a lungo.

«Perché avrebbe confessato cose che non aveva fatto?», le chiesi.

Pianse. «Perché Paolo pensava che una colpa fosse più facile da portare se aveva un nome solo.»

Mi venne in mente una cosa. «Mamma, quando papà è morto, ha lasciato qualcos’altro?»

«Degli scatoloni. In cantina, da tua zia.»

Ci andammo quella notte stessa.

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