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Capitolo 26: Buonanotte, Papà — Parte 3

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Capitolo 26 di 26
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«Invece era credere che il silenzio fosse pace.»

Ognuno in questa storia aveva taciuto. Franco per salvare la famiglia. Mia madre per proteggermi. Paolo per paura dell’incendio. Federica per paura della madre. Sabrina per paura di perdere la casa. Stefano per nascondere i debiti. Rosanna aveva costruito un’intera vita sul silenzio.

E io avevo taciuto perché volevo essere amata. Quella era l’unica parte che potevo cambiare.

Prima di andare uscii in giardino con l’ultima lettera di Rosanna. La misi in una vecchia ciotola di metallo e accesi un fiammifero. Per un attimo una frase rimase leggibile: Mi ricordavi lui. Poi diventò cenere.

Nessun discorso. Nessun perdono. Nessuna vendetta. Solo una fine.

Salii in macchina. L’orologio di Leonardo catturò la luce del lampione. 23:17.

Per anni avevo creduto che ricominciare significasse perdere la vita che avevo costruito. Ora sapevo che la vita che credevo di aver costruito era una stanza che altri avevano innalzato attorno a me. Andarsene non era una sconfitta. Era la prima decisione davvero mia.

Sorrisi. «Buonanotte, papà», sussurrai.

Non sapevo se parlassi a Leonardo o a Paolo. Forse a entrambi.

Poi partii. E questa volta nessuno aveva scelto la strada al posto m

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