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Capitolo 1: «Papà, qualcuno ha fame»: mia figlia di quattro anni sapeva che in casa nostra…

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Capitolo 1 di 27
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«Papà, qualcuno ha fame»: mia figlia di quattro anni sapeva che in casa nostra viveva un’altra bambina

Storia di finzione, ispirata a dinamiche familiari reali. Ogni nome, luogo e vicenda sono inventati.

In breve

Per sette mesi una bambina di sei anni è vissuta in un vano cieco della mia casa, a pochi metri dal tavolo dove cenavo ogni sera. L’unica persona che se n’era accorta era mia figlia di quattro anni, che le passava il pane attraverso una griglia dell’aerazione. Questa è la storia di come l’ho scoperto.

Parte 1 — Il pane che spariva

La prima fetta di pane è sparita di martedì.

Io non me ne sono accorto.

Nemmeno Beatrice se n’è accorta.

Aurora sì.

So esattamente com’è andata, perché mia figlia me l’ha raccontata dopo, una frase spezzata alla volta.

Era seduta sullo sgabello dell’isola della cucina, con il vestitino azzurro e le gambe che dondolavano nel vuoto. Beatrice si è girata verso la macchina del caffè. Aurora ha preso una fetta di pane dal suo piatto e se l’è infilata in tasca.

Non aveva fame lei.

Aveva fame qualcun altro.

Tre notti prima, Aurora stava colorando sul pavimento quando ha sentito un rumore sotto i mobili bassi.

Un raspare.

Ha pensato a un animale. Si è avvicinata al muro e ci ha appoggiato la guancia.

«Micio?»

Niente.

Poi ha sentito piangere. Non un urlo. Nemmeno un pianto normale. Era quello silenzioso. Quello che fa un bambino che ha già imparato che farsi sentire peggiora le cose.

Aurora ha sussurrato: «Ciao?»

Per qualche secondo, silenzio. Poi una voce sottilissima è arrivata da dietro il muro.

«Ho fame.»

Aurora si è irrigidita.

«Dove sei?»

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