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Capitolo 7: La Bambina Chiusa Nella Stanza — Parte 1

← La nonna ha rotto Lulù: la bambina chiusa nella stanza
Capitolo 7 di 24
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La stanza era buia e soffocante, e l’odore di stoffa e di polvere calda mi prese alla gola.

Greta era seduta per terra accanto a un cesto di ritagli, con la schiena contro il mobile della macchina da cucire. Aveva le guance rosse come dopo una corsa, i capelli bagnati di sudore incollati alla fronte e le labbra secche. Portava una sola scarpetta rosa; l’altra mancava. Vicino alla sua mano c’era un bicchiere di plastica vuoto, rovesciato.

Non c’era nient’altro: niente acqua, niente biscotti, nemmeno un cuscino. La maniglia, dall’interno, era troppo alta e troppo dura per le sue mani, anche senza la sedia che la bloccava da fuori.

Mi inginocchiai e lei mi si buttò addosso con tutto il suo peso. Scottava. Il suo corpo tremava a piccoli scatti, come succede quando si è pianto così a lungo da non avere più la forza di farlo.

«Voglio casa» sussurrò contro il mio collo. «Voglio casa. Voglio casa.»

Lo ripeteva come se fossero le sole parole che le erano rimaste.

«Adesso andiamo, amore. Adesso ci sono io.»

Poi alzò la testa e vide Lulù che mi pendeva dalla mano. Il viso le si contrasse e ricominciò a piangere, più forte, con un suono che mi spezzò qualcosa dentro.

«Cos’è successo a Lulù, tesoro?»

Greta tirò su col naso, guardò la porta e poi me.

«La nonna l’ha rotta.»

Alle mie spalle, la carabiniera Deiana rimase in silenzio. Sentii la sua penna fermarsi.

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