«Riccardo mi aveva detto che era necessaria per recuperare alcuni documenti.»
Giulia intervenne.
«Chiunque ti abbia dato quella spiegazione potrebbe averti ingannata. Ma dobbiamo ricostruire esattamente ciò che è accaduto.»
Beatrice si coprì il volto.
Per la prima volta compresi che la sua paura non era soltanto legata al passato.
Qualcuno la stava controllando attraverso informazioni che lei stessa non comprendeva.
Quella sera, mentre Giulia esaminava le carte, arrivò una telefonata.
Era il custode del vecchio deposito ferroviario di Poggibonsi.
«Signor Bellandi? Abbiamo trovato un bagaglio intestato a sua madre.»
Mi irrigidii.
«Che genere di bagaglio?»
«Una valigia rossa.»
«Dove?»
«In un armadietto che non veniva aperto da oltre vent’anni.»
«Chi l’ha trovata?»
L’uomo esitò.
«Un signore è venuto stamattina con una richiesta di ritiro. Ma la documentazione non era completa.»
«Come si chiamava?»
«Riccardo Valli.»


