IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 22: Sotto il giardino

← Il Segreto di Villa Valdombra: Il Bambino Che Svelò Una Verità Nascosta
Capitolo 22 di 29
Indice ☷

La planimetria venne recuperata attraverso gli accertamenti documentali avviati da Giulia.

Mostrava un vecchio ambiente sotterraneo, costruito probabilmente durante il secolo precedente.

Non era collegato alla cappella.

Si trovava sotto il giardino, vicino alla limonaia.

Chiamammo un ingegnere strutturale e un tecnico specializzato in edifici storici.

Dopo un sopralluogo, individuarono un accesso murato.

La scoperta suscitò in me emozioni contrastanti.

Una parte desiderava conoscere immediatamente ciò che si trovava oltre la parete.

Un’altra temeva di trovare ulteriori prove delle menzogne che avevano attraversato la nostra famiglia.

I lavori di apertura furono eseguiti in sicurezza.

Dietro la muratura comparve una scala di pietra.

Scendeva verso una piccola cantina.

L’aria era umida, ma l’ambiente appariva relativamente ben conservato.

Al centro c’erano scaffali metallici.

Sopra erano sistemate casse di legno numerate.

Il tecnico ne aprì una dopo aver documentato il ritrovamento.

Conteneva dipinti avvolti in tessuti protettivi.

Un’altra custodiva lettere.

Una terza conservava piccoli oggetti d’argento.

Giulia osservò tutto con attenzione.

«Potrebbe trattarsi di beni appartenuti alla famiglia Orsini.»

«Perché nasconderli qui?»

«Dovremo ricostruirne la provenienza.»

In fondo alla stanza trovammo una scrivania.

Sul piano c’era una fotografia di Teresa ed Elena.

Erano giovani.

Sorridevano.

Accanto alla fotografia, un quaderno riportava una frase:

Non tutto ciò che viene nascosto è destinato a essere rubato. A volte si nasconde qualcosa perché possa sopravvivere.

Aprii il quaderno.

Conteneva un inventario dettagliato dei beni.

Ogni oggetto aveva una descrizione, una data e un riferimento documentale.

Mia madre aveva organizzato un archivio.

Non per appropriarsi del patrimonio.

Ma per impedirne la dispersione.

Giulia sfogliò le pagine.

«Questo potrebbe cambiare completamente la ricostruzione dei fatti.»

Poi trovò un documento infilato tra due fogli.

Era una dichiarazione firmata da Edoardo Orsini.

Riconosceva che una parte del patrimonio doveva essere destinata alla tutela di Elena e della figlia.

Ma soprattutto indicava un altro responsabile della gestione originaria.

Un nome che nessuno aveva ancora pronunciato.

Vittorio Rinaldi.

Il marito di Agnese.

Canale WhatsApp