IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 18: La scelta di Teresa

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Capitolo 18 di 29
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Nei giorni successivi mi dedicai alla lettura dei quaderni di mia madre.

Teresa aveva annotato per anni gli avvenimenti della villa.

Non si trattava di un diario ordinato, ma di frammenti: date, nomi, conversazioni, pensieri.

In una pagina raccontava di aver aiutato Elena a nascondere alcuni documenti.

In un’altra confessava di aver firmato una dichiarazione che non corrispondeva interamente alla verità.

Quella scoperta mi ferì profondamente.

Avevo sempre considerato mia madre incapace di mentire.

Giulia lesse il passaggio con attenzione.

«Dobbiamo capire in quali circostanze abbia firmato.»

«Resta comunque una menzogna.»

«Sì. Ma non sappiamo ancora perché.»

Continuai a leggere.

Teresa spiegava di aver temuto che Elena perdesse definitivamente ogni contatto con sua figlia.

Qualcuno le aveva promesso che, collaborando, avrebbe garantito alla bambina una vita serena.

Lei aveva accettato.

Poi aveva scoperto che quella promessa non sarebbe stata mantenuta.

Da quel momento aveva iniziato a raccogliere prove.

Nell’ultima pagina del quaderno trovai una frase sottolineata.

La paura mi ha resa complice del silenzio. Non permetterò che il silenzio diventi la mia eredità.

Chiusi il quaderno.

Per la prima volta vidi mia madre non come una figura perfetta, ma come una donna che aveva commesso un errore e aveva cercato di rimediare.

Quella sera Beatrice entrò nello studio.

«Posso parlarti?»

Annuii.

Si sedette davanti a me.

«Non so se riuscirai mai a perdonarmi.»

«Per cosa?»

«Per aver nascosto le ricerche. Per aver firmato quei documenti. E soprattutto per come mi sono comportata con Tommaso.»

Rimasi in silenzio.

«Non voglio giustificarmi», continuò. «Avevo paura di perdere la famiglia che avevo costruito.»

«La paura non ti dava il diritto di spaventare nostro figlio.»

Beatrice abbassò la testa.

«Lo so.»

Parlammo a lungo.

Non risolvemmo tutto quella sera.

Ma decidemmo che Tommaso avrebbe avuto bisogno di tempo, rassicurazioni e della certezza che nessuno gli avrebbe più chiesto di custodire segreti così pesanti.

Quando Beatrice uscì, ricevetti un messaggio da Giulia.

Aveva trovato un documento fondamentale.

Una copia del primo statuto della Fondazione Aurora.

E c’era un nome che nessuno di noi si aspettava.

Il fondatore non era Riccardo Valli.

Era Teresa Bellandi.

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