IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 20: Trenta giorni

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Capitolo 20 di 29
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Il tempo cominciò a scorrere diversamente.

Ogni mattina arrivavano nuovi documenti, telefonate e richieste di chiarimento.

Giulia predispose le iniziative legali necessarie per contestare le operazioni sospette e chiedere misure di tutela sul patrimonio.

Io continuavo a lavorare, ma la mia attenzione era altrove.

Beatrice trascorreva molte ore con Elena.

Le due donne imparavano a conoscersi attraverso gesti semplici: una tazza di tè, fotografie, ricordi musicali.

Tommaso, invece, aveva ricominciato a disegnare.

Una sera mi mostrò un foglio.

Rappresentava quattro persone davanti alla villa.

«Chi sono?» chiesi.

«Io, tu, mamma e nonna Elena.»

Sorrisi.

«E questa finestra illuminata?»

«È la stanza azzurra.»

«Perché è accesa?»

Tommaso mi guardò con serietà.

«Perché adesso non deve più essere chiusa.»

Quelle parole mi commossero più di quanto avrei immaginato.

Nel frattempo, Riccardo aveva smesso di rispondere alle comunicazioni di Giulia.

La fondazione aveva incaricato un altro professionista di gestire le operazioni.

Ma qualcosa stava cambiando.

Una dipendente amministrativa, Silvia Moretti, contattò Giulia chiedendo un incontro riservato.

Ci vedemmo nel suo studio.

Silvia era una donna sulla cinquantina, visibilmente nervosa.

«Lavoro per la fondazione da quattordici anni», spiegò.

«Perché vuole parlarci?» domandò Giulia.

«Perché ho visto documenti che non avrei dovuto vedere.»

Estrasse alcune copie da una cartella.

Erano fatture, autorizzazioni e comunicazioni interne.

«Negli ultimi mesi sono stati preparati trasferimenti di opere d’arte verso società estere.»

Giulia esaminò i fogli.

«Sono già avvenuti?»

«Alcuni sì. Altri sono programmati.»

«Chi li ha autorizzati?»

Silvia esitò.

«Riccardo. Ma non soltanto lui.»

Mi sentii gelare.

«Chi altro?»

La donna indicò una firma.

Era quella di un uomo che conoscevo da vent’anni.

Il mio socio.

Andrea Sarti.

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