Uno sguardo alla storia
«Chi è tuo padre?»
La voce di Riccardo non sembrava più la sua.
Mi sollevai lentamente, appoggiandomi alla colonna di marmo dell'ingresso. La schiena bruciava a ogni movimento.
Ludovica era in piedi accanto a lui. La sicurezza che le aveva coperto il viso fino a dieci minuti prima era sparita.
«Mio padre è Leonardo Ferrante.»
Riccardo mi fissò.
Per qualche secondo non disse nulla. Poi rise. Non era la risata sicura di prima. Era sottile, incerta.
«Leonardo Ferrante?»
Guardò Ludovica come se si aspettasse che ridesse con lui. Lei non lo fece.
Nel nostro mondo quel nome lo conoscevano tutti. Leonardo Ferrante aveva trasformato una piccola finanziaria di provincia nel Gruppo Ferrante Meridiana, uno dei più grandi complessi finanziari e industriali privati d'Italia. Le banche si contendevano i suoi mandati. I ministri partecipavano alle cene della sua fondazione. Amministratori delegati aspettavano settimane per incontri che lui a volte annullava dopo dieci minuti.
Riccardo aveva passato anni a cercare un invito a una delle sue conferenze private.
Non l'aveva mai ricevuto.
«Quel Leonardo Ferrante?» sussurrò Ludovica.
«Mio padre.»
Riccardo scosse la testa. «No.»
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