IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 1: Il Nome Che Non Aveva Mai Saputo

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Capitolo 1 di 38
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«Chi è tuo padre?»

La voce di Riccardo non sembrava più la sua.

Mi sollevai lentamente, appoggiandomi alla colonna di marmo dell’ingresso. La schiena bruciava a ogni movimento.

Ludovica era in piedi accanto a lui. La sicurezza che le aveva coperto il viso fino a dieci minuti prima era sparita.

«Mio padre è Leonardo Ferrante.»

Riccardo mi fissò.

Per qualche secondo non disse nulla. Poi rise. Non era la risata sicura di prima. Era sottile, incerta.

«Leonardo Ferrante?»

Guardò Ludovica come se si aspettasse che ridesse con lui. Lei non lo fece.

Nel nostro mondo quel nome lo conoscevano tutti. Leonardo Ferrante aveva trasformato una piccola finanziaria di provincia nel Gruppo Ferrante Meridiana, uno dei più grandi complessi finanziari e industriali privati d’Italia. Le banche si contendevano i suoi mandati. I ministri partecipavano alle cene della sua fondazione. Amministratori delegati aspettavano settimane per incontri che lui a volte annullava dopo dieci minuti.

Riccardo aveva passato anni a cercare un invito a una delle sue conferenze private.

Non l’aveva mai ricevuto.

«Quel Leonardo Ferrante?» sussurrò Ludovica.

«Mio padre.»

Riccardo scosse la testa. «No.»

I suoi occhi mi percorsero come se cercassero la prova che io fossi improvvisamente diventata un’altra persona.

«Tu sei Elisa Marchetti.»

«Marchetti era il cognome di mia madre.»

«Mi avevi detto che tuo padre viveva all’estero.»

«Passa all’estero gran parte dell’anno.»

«Mi avevi detto che la tua famiglia era riservata.»

«Lo è.»

Il telefono di Riccardo squillò. Rispose subito.

«Sì?»

Il viso gli si irrigidì. «Come sarebbe a dire?»

Si allontanò di qualche passo. «No, quella linea di credito non può essere revocata.»

Ascoltò. «L’avete rinnovata sei mesi fa.»

Una pausa. «Quale clausola?»

I suoi occhi si girarono lentamente verso di me.

«Quel debito è di Ponte Nord Capitale.»

Chiusi gli occhi per un secondo.

Ponte Nord. Una delle società di mio padre. Non ufficialmente. Non in modo evidente. Ma completamente.

Cinque minuti prima Riccardo credeva di avere davanti una moglie senza potere, in attesa del permesso di restare nell’ala degli ospiti.

Adesso sembrava un uomo fermo sotto un edificio che aveva iniziato a crollare piano per piano.

Il campanello suonò una volta.

Nessuno dei due si mosse.

Sorrisi appena. «Volevi sapere chi è mio padre.»

Lo guardai dritto negli occhi.

«Stai per scoprire quanto costa davvero quella domanda.»

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