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Capitolo 20: L'Avvertimento Di Ottavio Valenti — Parte 2

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Capitolo 20 di 38
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«Sapevo che Ludovica voleva la firma. Sapevo che le carte del divorzio erano pronte. Sapevo che aveva inserito l’atto.» Chiuse gli occhi. «Ma non avevo pianificato di farti del male.»

«Eppure l’hai fatto.»

«Sì.»

«Venti volte.»

Il viso gli si irrigidì. «Sì.»

«Perché ti sei fermato?»

Mi guardò. Capii che non se l’era mai chiesto.

Alla fine sussurrò: «Perché Ludovica disse che venti bastavano.»

Mi si rivoltò lo stomaco. Era la cosa peggiore che potesse dire.

Non si era fermato perché aveva visto il mio dolore. Si era fermato perché qualcun altro aveva dichiarato conclusa la punizione.

Mi alzai. L’incontro era finito.

«Elisa.»

Mi voltai. Aveva gli occhi lucidi. «Esiste una versione del futuro in cui mi perdoni?»

Ci pensai davvero. «Forse.»

La speranza gli attraversò il viso.

«Il perdono è qualcosa che un giorno potrei scegliere per me stessa. Non è un premio che riceverai tu.»

La speranza sparì.

«E perdonare non significherà mai tornare.»

Aprii la porta.

«C’è una cosa che Ludovica non ti ha mai detto» disse lui.

Mi fermai.

«Ha incontrato tuo padre tre anni prima che te la presentassi io.»

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