L’avvocato Sergio Amato si fermò appena mi vide.
«Elisa.»
Le cartelle sparirono sotto un braccio mentre attraversava l’ingresso. Non chiese il permesso a Riccardo per avvicinarsi. Non degnò Ludovica di uno sguardo.
Si accovacciò accanto a me e mi studiò il viso. «Ti serve un’ambulanza?»
«No.» Esitai. «Forse un medico.»
Guardò Riccardo. «Cos’è successo?»
Riccardo fece un passo avanti. «È una questione privata tra marito e moglie.»
Sergio si alzò lentamente. «No. Ha smesso di essere privata nel momento in cui sua moglie ha chiesto assistenza legale.»
«Non può entrare in casa mia e minacciarmi.»
Sergio guardò l’ingresso. Poi guardò me. Conoscevo quello sguardo: mi stava chiedendo se volevo che lo dicesse.
Annuii.
Aprì la prima cartella. «Questa residenza è di proprietà di Marchetti Immobiliare Srl.»
Riccardo aggrottò la fronte. «Conosco quella società.»
«Evidentemente non abbastanza.» Sergio estrasse un documento. «Marchetti Immobiliare è interamente controllata dal Trust Familiare Marchetti.»
Posò un’altra pagina sulla consolle.
«La beneficiaria di controllo è Elisa Marchetti.»
Silenzio.
Ludovica guardò Riccardo. «Di cosa sta parlando?»
Riccardo la ignorò. «Questa casa l’ho comprata io.»
«No» risposi piano. «Tu hai fatto l’offerta.»
«Ho versato l’anticipo.»
«Con una linea di credito.»
La sua espressione cambiò. Un ricordo si stava formando. Tre anni prima aveva ottenuto un finanziamento a condizioni così generose che se n’era vantato per mesi. Lo chiamava la prova della sua reputazione finanziaria.
Non aveva mai letto abbastanza a fondo la struttura delle garanzie.
«L’immobile è stato acquisito tramite un veicolo costituito prima del matrimonio» continuò Sergio.
Riccardo gli strappò il documento di mano. «È impossibile.»
«Ha firmato lei stesso il contratto di occupazione.»
«Pensavo fosse pianificazione fiscale.»
«Lo era.» Sergio lo guardò freddamente. «Semplicemente non ha mai chiesto di chi.»


