IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 5: La Telecamera Dimenticata

← «Chi È Tuo Padre?» — La Notte In Cui Ho Detto Basta
Capitolo 5 di 38
Indice ☷

Chiamai Rosa dall’ospedale. Rispose prima che il primo squillo finisse.

«Elisa? Stai bene?»

«Starò bene.»

Cominciò a piangere. «Dovevo entrare in quella stanza.»

«No. Potevano fare male anche a te.»

«L’ho sentito urlare.» Abbassò la voce. «Poi ho sentito la signorina Braschi ridere.»

Mi si chiuse lo stomaco. «Cos’hai visto?»

«Sono passata dal corridoio di servizio dopo che il personale della cena è andato via. La porta era socchiusa.» Si fermò. «Ti ho vista per terra.»

Sergio, in piedi accanto alla finestra, mi guardò di scatto.

Misi il telefono in vivavoce. «Rosa, hai parlato di una telecamera.»

«Sì.»

«Le telecamere dell’ingresso sono state rimosse l’anno scorso.»

«Quelle visibili sì. Ma dopo il furto nella villa accanto, la società di sicurezza ne ha installata una di riserva dentro il rilevatore di fumo del corridoio est.»

Ricordai di aver approvato quell’aggiornamento. Riccardo non era alla riunione. Era a Londra.

«Riprende l’ingresso?»

«In parte.»

Sergio si avvicinò. «Rosa, non tocchi il sistema. Non copi nulla. Non cancelli nulla. Manderemo dei tecnici forensi a preservare l’originale.»

«Capito.»

Quando la chiamata finì, Sergio mi guardò. «Se quel video esiste, cambia tutto.»

«Non voglio che finisca online.»

«Non sarà rilasciato da noi.»

Mio padre arrivò poco prima di mezzanotte. Nessun seguito. Nessuna fila di auto nere. Entrò con un cappotto scuro sopra una camicia bianca senza cravatta.

Sembrava più vecchio dell’ultima volta che l’avevo visto. O forse non l’avevo mai visto spaventato.

Si fermò accanto al letto. Poi mi prese la mano con attenzione.

«Mi dispiace.»

Scossi la testa. «Non farlo.»

«Sapevo che era pericoloso.»

«Sapevi che era ambizioso.»

«Sapevo che l’ambizione era l’unica lingua che rispettava.»

Guardai altrove. «L’ho scelto io.»

«Lo amavi.»

«Ti ho difeso lui contro di te.»

«Sì.»

«Avevi ragione.»

Avvicinò la sedia. «Avrei preferito avere torto.»

Quelle parole per poco non mi spezzarono.

Dopo qualche minuto chiese: «Cosa vuoi?»

Ricordai le decisioni prese per me quella sera. Mio padre avrebbe potuto essere l’ennesimo uomo potente che decideva al posto mio.

Invece chiese.

«Voglio che Riccardo venga rimosso» dissi. «Da tutto ciò che può usare per fare male ad altre persone.»

Il telefono di Sergio squillò. Uscì. Rientrò dopo trenta secondi.

«Il filmato è stato preservato. Non ha ripreso tutto.» Esitò. «Ma ha ripreso abbastanza.»

Poi aggiunse una cosa che nessuno si aspettava.

«E la signorina Braschi, durante l’aggressione, tiene in mano un secondo telefono.»

Canale WhatsApp