IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 4: La Firma Che Non Era Mia

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Capitolo 4 di 38
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Sergio mise il documento sotto il lampadario.

All’inizio non notai nulla di strano. Il mio nome era in fondo. Elisa Marchetti Valenti. La calligrafia sembrava quasi perfetta.

Quasi.

Poi notai la curva finale della E. Io non la facevo mai così.

«Questa non è mia.»

Riccardo si avvicinò. «Come sarebbe?»

«Non ho firmato questo foglio.»

Prese la pagina. «Era nel fascicolo preparato dal mio avvocato.»

L’espressione di Sergio si indurì. «Il suo avvocato ha preparato un atto di trasferimento di beni personali?»

Riccardo abbassò lo sguardo.

Quel foglio non faceva parte del ricorso di divorzio. Era un atto di cessione. Secondo il documento, io avrei accettato di trasferire la mia quota di Marchetti Immobiliare a una nuova società coniugale.

Data effettiva: tre settimane prima.

Non l’avevo mai visto. Non l’avevo mai firmato. Eppure qualcuno aveva provato a far sembrare che sì.

Guardai Ludovica.

Lei indietreggiò subito. «Perché guardi me?»

Non dissi nulla.

Riccardo si girò verso di lei. «Ludovica?»

«Non essere ridicolo.» Incrociò le braccia. «Non capisco niente di questi documenti.»

«Allora non avrà difficoltà a spiegarlo agli investigatori» rispose Sergio con calma.

Il viso di Ludovica cambiò. «Investigatori?»

Riccardo si voltò di scatto. «Nessuno chiama gli investigatori.»

«Li ho già chiamati.»

Per la prima volta Riccardo sembrò davvero spaventato. Non arrabbiato. Spaventato.

«Sergio» dissi, afferrandogli la manica. «Prima ho bisogno di un medico.»

L’adrenalina stava svanendo. La stanza si sfocava ai bordi.

Mi aiutò a sedermi. Riccardo guardava. Per uno strano istante la sua espressione somigliò a quella dell’uomo che avevo sposato.

Si mosse verso di me. «Elisa.»

Uno degli addetti alla sicurezza si mise in mezzo. Riccardo si fermò.

Alzai gli occhi su di lui. «Adesso non hai più il diritto di toccarmi.»

«Ho perso il controllo.»

«No.» La mia voce rimase bassa. «Hai preso una decisione. Venti volte.»

Trasalì.

L’ambulanza arrivò otto minuti dopo. Il medico del pronto soccorso documentò tutto. Ogni livido. Ogni gonfiore.

Un’infermiera mi chiese a bassa voce se mi sentivo al sicuro tornando a casa.

Per la prima volta nel mio matrimonio risposi onestamente.

«No.»

Mentre raccontavo tutto ai carabinieri, il telefono vibrò.

Era Rosa, la nostra governante.

ELISA, HO VISTO UNA PARTE.

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