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Capitolo 8: La Registrazione Privata Di Ludovica — Parte 3

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Capitolo 8 di 38
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Riccardo mi aveva raccontato quel risanamento come la sua più grande vittoria. Notti intere a negoziare. Banchieri che finalmente riconoscevano la sua leadership.

Forse una parte era vera.

Ma le persone dall’altra parte del tavolo avevano già ricevuto istruzioni di non lasciar fallire l’azienda.

«Lo sapeva qualcuno?»

«La direttrice finanziaria sapeva che Ponte Nord aveva rilevato il debito. Non che Ponte Nord fossi io.»

Mi alzai troppo in fretta e me ne pentii subito.

«Il nostro matrimonio è stato finanziato da te?»

«No.» La risposta fu immediata. «Riccardo ha costruito un’azienda vera. Ha assunto brave persone. Ha vinto contratti veri. Ha fatto acquisizioni intelligenti.» Il suo sguardo si indurì. «Io ho solo impedito che i suoi primi errori la uccidessero.»

La distinzione contava. Ma non abbastanza.

«Perché non me l’hai detto?»

«Mi avevi chiesto di restarne fuori.»

«Ma eri già dentro.»

«Stavo proteggendo il tuo investimento.»

«Quale investimento?»

Guardò Sergio. Fu Sergio a rispondere.

«Il trust di sua madre ha acquisito il dodici per cento di Valenti Industriale durante la ristrutturazione.»

Lo fissai. «Il mio trust possiede quote di Valenti?»

«Indirettamente. Dopo diluizioni e acquisti successivi, circa il sedici virgola otto per cento.»

Mi si seccò la bocca.

Riccardo si lamentava spesso di un investitore istituzionale che non partecipava mai alle assemblee pubbliche e quasi mai votava contro il management.

Marchetti Partecipazioni.

Finalmente capii il nome. Marchetti. Il cognome di mia madre.

«E la casa?»

«Tua madre ti ha lasciato immobili importanti. Ne abbiamo venduto uno. Il ricavato ha comprato quella proprietà.»

Sentii qualcosa crollare dentro di me. Non perché mio padre mi avesse rubato qualcosa.

Perché mi aveva protetta così completamente che non ero mai stata costretta ad affrontare quanto del mondo di Riccardo poggiasse su fondamenta collegate al mio.

Il telefono vibrò di nuovo.

DILLO TU A RICCARDO PRIMA CHE LO FACCIA IO.

Poi il telefono di Sergio suonò. Alzò le sopracciglia.

«Abbiamo trovato il titolare effettivo di Vespro Consulting.»

«Ludovica?»

«Non direttamente.» Girò lo schermo. «Un uomo di nome Matteo Greco.»

Non lo conoscevo. Mio padre sì.

«Chi è?»

«L’ex fidanzato di Ludovica.»

La porta della stanza si aprì. Un’infermiera entrò.

«C’è un signore di sotto che chiede della signora Valenti.» Controllò il foglietto. «Matteo Greco.»

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