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Capitolo 12: Le peonie — Parte 2

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Capitolo 12 di 31
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Si è avvicinato di un passo.

«Ti rendo la vita un inferno, Giulia. Te lo prometto.»

Poi si è girato ed è tornato alla macchina, con le peonie ancora in mano. Le ha buttate nel cassonetto all’angolo senza fermarsi.

Ho chiuso la porta e sono scivolata giù con la schiena contro il legno.

«Mamma? Chi era?»

Mi sono asciugata la faccia con il polso e ho fatto la voce normale.

«Uno che vendeva le finestre nuove. Niente di importante.»

Sono andata in salotto. Nina mi guardava con le matite ancora in mano. I bambini non ci credono mai davvero, alle voci normali.

Mi sono seduta per terra accanto a lei.

Poi ho preso il telefono e ho chiamato Chiara.

«È venuto qui. Mi ha minacciata.»

Chiara non ha perso un secondo.

«Ci serve un avvocato. E da adesso registri tutto: ora, data, cosa dice, chi c’era. Ogni messaggio, ogni citofonata, ogni volta che passa sotto casa. Tutto.»

Ho preso un quaderno a quadretti di Nina, ho strappato le prime pagine coi disegni e ho scritto in alto, in stampatello: REGISTRO.

Non sapevo ancora che quel quaderno, undici mesi dopo, sarebbe finito in un fascicolo con un numero sopra.

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