IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 8: Tutti i segnali — Parte 2

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Capitolo 8 di 31
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Avevo creduto ogni singola volta, perché credere era più comodo che guardare.

Seduta su quel pavimento, con la fronte appoggiata alla sponda del letto, mi è venuto da vomitare.

Non era stato un episodio. Era stato un mese. Forse due.

E ogni volta c’ero stata io, nella stanza accanto, a lavare i piatti.

L’avevo lasciata sola con lui. Le avevo detto di essere gentile. Le avevo spiegato, con la voce dolce delle brave madri, che Riccardo sarebbe stato il suo nuovo papà e che doveva volergli bene.

Le lacrime sono arrivate senza rumore.

«Scusami» ho sussurrato al buio. «Scusami, amore mio.»

Nina si è mossa. Ha allungato una mano fuori dalle coperte, mi ha trovato un dito e l’ha stretto.

Sono rimasta lì tutta la notte.

E verso le quattro, mentre fuori cominciava a schiarire sopra i tetti, ho smesso di piangere.

Perché avevo capito che non bastava allontanarlo.

Dovevo dimostrarlo.

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