IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 2: Tre ore — Parte 2

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Capitolo 2 di 31
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Sono rimasta ferma in mezzo a quel corridoio d’albergo, con mia figlia addosso e i fiori già consegnati in chiesa, e in tre secondi ho rivisto tutto.

Le notti in cui veniva nel mio letto tremando e mi chiedeva di non chiudere la porta.

Il silenzio improvviso ogni volta che lui entrava in una stanza.

Il fatto che da settimane non parlasse più del matrimonio, lei che all’inizio contava i giorni sul calendario.

E quella domanda di due sere prima, con gli occhi troppo grandi:

«Mamma, quando sposi Riccardo, se ho paura posso venire lo stesso da te?»

Le avevo baciato la fronte. Le avevo detto certo, amore.

Avevo pensato: gelosia. Cambiamento. Cose normali.

Mia figlia mi stava chiedendo aiuto nell’unico modo che conosceva, e io le avevo risposto certo, amore.

Ho guardato Riccardo.

Stava già parlando: una caduta, un fraintendimento, la bambina che si spaventa per niente.

Non ho sentito una parola.

Perché per la prima volta in due anni gli ho guardato gli occhi davvero.

E dentro non c’era niente.

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