IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 25: La parte lunga — Parte 1

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Capitolo 25 di 31
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La guarigione non è un momento. È un lavoro noioso, fatto di appuntamenti il giovedì alle 16:30.

La dottoressa Elena Sarti riceve in una stanza con un tappeto verde e una cassa di legno piena di pupazzi. Nina all’inizio non parlava. Giocava e basta.

Poi, verso il terzo mese, ha cominciato a mettere in scena delle storie con i pupazzi. Storie in cui c’era sempre un personaggio grande che urlava e un personaggio piccolo che si nascondeva sotto un tavolo.

E poi, verso il sesto, ha cominciato a inventarne una nuova: la piccola che chiamava aiuto e qualcuno che arrivava.

Le cose vere sono tornate in ordine sparso.

Ha ripreso a dormire tutta la notte a febbraio.

Ha smesso col pollice a marzo.

Ha ricominciato a ridere a bocca aperta — quella risata brutta, bellissima, che le viene dal nonno — a maggio, per un video di un gatto che cadeva da un divano.

Ha iniziato pallavolo a settembre. Era terribile. Le piaceva moltissimo.

Anche io ho fatto la mia parte di lavoro. Ci ho messo un anno per smettere di controllare tre volte la serratura. Ci ho messo di più per smettere di irrigidirmi quando un uomo alto e in giacca blu attraversava la strada davanti a me.

E ho fatto una cosa che non avevo previsto.

Insieme a Serena abbiamo aperto un gruppo, il mercoledì sera, in una sala della circoscrizione. Sedie di plastica, macchinetta del caffè rotta, sei persone la prima volta.

Non si chiamava niente all’inizio. Poi qualcuno ha scritto sulla porta un cartello: LA STANZA APERTA.

Dopo un anno eravamo trentotto.

Arrivavano donne con la borsa stretta sulle ginocchia che si scusavano di essere lì. Uscivano che camminavano diverse.

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