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Capitolo 22: La signora del terzo piano — Parte 2

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Capitolo 22 di 31
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Poi ha aggiunto un’altra cosa, e quella mi ha tolto il fiato.

«E poi, guardi, io c’ero anche a giugno. Quando lei era via e c’era lui con la bambina. Ho sentito urlare dalla finestra della cucina e ho pensato: adesso vado a suonare. Poi ho pensato che erano fatti loro.» Ha abbassato gli occhi sulla tovaglia. «Ci ho pensato tutte le notti da allora. Se avessi suonato.»

Le ho preso la mano.

«Sta suonando adesso.»

Quel pomeriggio abbiamo depositato tutto: la foto, il verbale, la dichiarazione della signora Pavan, il quaderno a quadretti con undici pagine di date.

Undici giorni dopo, il giudice ha emesso il divieto di avvicinamento: casa, asilo, lavoro, cortile, mia madre, Chiara.

E il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto qualcosa di più.

Sono andata a prendere Nina all’asilo e mi hanno chiamata mentre le allacciavo il cappotto.

«Signora Ferrante. È stato eseguito il provvedimento stamattina.»

Sono rimasta accucciata in mezzo al corridoio dell’asilo, con la cerniera a metà, e ho pianto davanti a tutte le maestre.

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