La domanda mi arrivò come un pugno sotto lo sterno.
Aveva sentito. Le minacce dietro la porta, le voci alzate, il mio nome e il suo nella stessa frase. Lo sapeva.
Mi inginocchiai per essere alla sua altezza.
«Sofia, ascoltami bene. Tu sei mia figlia. Sei tutto quello che ho. Va bene? Niente potrà mai cambiare questa cosa.»
«Ma il biglietto diceva—»
«So cosa diceva. Ed è vero che non sono io l’uomo che ha aiutato la mamma a farti nascere. Ma non conta niente. Perché c’ero io quando sei nata. C’ero io quando piangevi di notte. Sono io che ti ho insegnato ad andare in bici. Sono io che ti voglio bene più di qualsiasi cosa esista.»
Aveva gli occhi lucidi. «Quindi sei ancora il mio papà?»
«Sono ancora il tuo papà. Per sempre. Qualunque cosa dica chiunque.»
Mi buttò le braccia al collo. «Ti voglio bene, papà.»
Quella sera le preparai la sua cena preferita: pasta al forno e cotolette tagliate a bastoncini. La lasciai mangiare quanto voleva. Guardammo il suo cartone animato per la millesima volta. Si addormentò sul divano con la testa sulle mie gambe.
La portai in camera. La rimboccai. Mi sedetti sul bordo del letto a guardarla dormire.
I suoi capelli erano un disastro. Lunghi da un lato, corti dall’altro.
Era la bambina più bella del mondo.
Mia figlia.
Tornai in salotto e aprii il portatile. Tommaso aveva già scritto:
È peggio di quanto pensassi. Chiamami domani appena ti svegli. Dobbiamo muoverci in fretta.
Chiusi il computer e guardai la porta d’ingresso. Chiusa a chiave.
Ma sapevo che Veronica non sarebbe stata lontana per sempre. Ci aveva minacciati. Conosceva i nostri segreti. E non aveva più niente da perdere.
Pensai a Rachele.
Lei lo aveva capito. Aveva nascosto quei biglietti, raccolto quelle prove, preparato tutto mentre il suo corpo si arrendeva. Ci aveva protetti anche da morta.
Le dovevo qualcosa.
Le dovevo Sofia al sicuro. Le dovevo che quella donna non facesse più male a nessuno.
Andai alla finestra. La strada era buia e vuota.
Da qualche parte, là fuori, Veronica stava preparando la mossa successiva.
Questa volta non mi avrebbe trovato distratto.


