IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 13: Il cassetto lasciato aperto — Parte 2

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Capitolo 13 di 39
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Quando arrivò e vide la testa di Sofia, sgranò gli occhi. Ma non disse nulla davanti alla bambina. Si inginocchiò e la abbracciò.

«Ciao, scricciolo! Vieni a casa mia a fare i biscotti?»

Sofia mi guardò. Annuii.

«Sì!»

Corse a prendere le scarpe.

Elena si rialzò. A voce bassa: «Cosa è successo?»

«Ti spiego più tardi. Tienila al sicuro.»

«Sempre.»

Appena uscirono, iniziai.

Camera matrimoniale. Il lato dell’armadio di Veronica era vuoto, ma lo svuotai comunque: ogni mensola, ogni scatola. Niente.

Bagno. Sotto il lavandino, dietro i detersivi, nel mobiletto. Niente.

Camera degli ospiti, dove aveva dormito le ultime settimane. Sollevai il materasso. Guardai sotto la rete, dentro l’armadio, in tutti i cassetti. Niente.

Cominciavo a pensare che si fosse portata via ogni cosa.

Poi mi ricordai dello studio.

La stanza dove lavoro. Quella in cui, credevo, Veronica non entrava quasi mai.

Entrai e guardai in giro. Scrivania. Librerie. Computer. Tutto normale.

Poi lo notai.

Il cassetto in basso del classificatore era socchiuso di un dito.

Io non lascio mai i cassetti aperti.

Lo tirai fuori del tutto. Cartelline, vecchie bollette, dichiarazioni dei redditi. E in fondo, dietro una pila di estratti conto vecchi di anni, qualcosa che non c’entrava niente.

Un’agenda. Piccola. Copertina in pelle nera.

Non l’avevo mai vista.

L’aprii.

Calligrafia di Veronica. Nomi. Date. Cifre.

Una lista di uomini. E accanto a ogni nome, cosa aveva portato via.

Cinquantamila. Centoventimila. Una casa. Un’auto.

E in fondo all’ultima pagina scritta:

Daniele Ferrari.

Importo: tutto.

E accanto, una data. Due settimane dopo quel giorno.

Il giorno in cui, secondo i miei piani originali, avrei dovuto rientrare dalla trasferta.

Avrebbe avuto tutto pronto. I conti prosciugati. La versione dei fatti preparata. La causa per l’affidamento già impostata.

Tornai indietro tra le pagine.

Ed eccolo.

Marco. Un numero di telefono. Un indirizzo in una cittadina a due ore da noi. E gli appunti dei loro incontri.

Martedì scorso, motel sulla statale. Marco dice che la carta dell’affidamento tiene. Daniele si arrende appena capisce che non può dimostrare di essere il padre.

Chiusi l’agenda.

Le mani non stavano ferme.

Fotografai ogni singola pagina.

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