IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 12: Il cassetto lasciato aperto — Parte 1

← Papà, stava cercando qualcosa: la verità nascosta
Capitolo 12 di 39
Indice ☷

La mattina dopo mi svegliai presto. Sofia dormiva ancora. Fatto il caffè, chiamai Tommaso.

«Ho passato la notte sui file» disse subito. «Rachele ha fatto un lavoro incredibile. C’è materiale per farla condannare.»

«Ma?»

Conoscevo quel tono.

«Ma non basta. Alcune denunce sono vecchie e certe vittime non parleranno mai per vergogna. E le mail con Marco sono pesanti, però non inchiodano nessuno da sole. Serve lui. Marco è la chiave.»

«Chi è?»

«Il socio. Anzi: l’ex marito. Divorziati da cinque anni e da allora lavorano insieme. Lui individua il bersaglio, lei entra in scena, si dividono il ricavato.»

«Come lo troviamo?»

«Ci sto lavorando, ho un investigatore. Intanto tu fai una cosa per me.»

«Dimmi.»

«Passa la casa al setaccio. Ogni stanza, ogni cassetto, ogni armadio. Ha vissuto lì sei mesi. Potrebbe aver lasciato qualcosa. Qualsiasi cosa che la colleghi a Marco o dimostri la truffa.»

Guardai il salotto. Sembravano ancora sue metà delle cose, anche se le valigie erano uscite dalla porta.

«Lo faccio.»

«E Daniele? Se ha nascosto qualcosa, l’ha nascosto bene. E se scopre che stiamo cercando…»

«Sto attento.»

Sofia entrò in cucina strascicando i piedi. Alla luce del mattino i suoi capelli erano ancora più assurdi. Ma sorrise.

«Buongiorno, papà.»

«Buongiorno, amore. Pancake?»

Le si accesero gli occhi. «Con il cioccolato?»

«Con il cioccolato.»

Mentre mangiavamo ragionavo. Non potevo lasciarla sola e non potevo portarla con me a rivoltare la casa, non sapendo cosa avrei trovato.

Chiamai mia sorella Elena, che vive a un’ora da noi.

«Ciao, Daniele. Tutto bene?»

«No. Puoi prendere Sofia per la giornata? Devo… sistemare delle cose.»

Una pausa breve. «È per Veronica?»

«Sì.»

«Sono lì in quaranta minuti.»

Non fece altre domande. Per questo le voglio bene.

Canale WhatsApp