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Capitolo 33: La scatola dietro i barattoli di vernice — Parte 2

← Papà, stava cercando qualcosa: la verità nascosta
Capitolo 33 di 39
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«Bene. Io e mia moglie ne abbiamo parlato tanto. E ci chiedevamo se… se a te e Sofia farebbe piacere venire a trovarci. A Torino. Senza nessuna pressione. Non vogliamo forzare niente. Ma ci piacerebbe conoscerla. Anche solo come amici. Anche se non saprà mai chi sono davvero.»

Ci pensai.

Sofia meritava persone buone nella sua vita. Giacomo e sua moglie sembravano persone buone.

E un giorno avrebbe dovuto sapere la verità. Forse quello era un inizio.

«Ne parlo con Sofia» dissi. «Vediamo se le va un viaggio.»

Quella sera glielo chiesi.

«Amore, ti ricordi del mio amico Giacomo, quello di Torino?»

Annuì.

«Lui e la sua famiglia ci hanno invitati. Hanno due bambini, un maschio e una femmina, più o meno della tua età. Ti va?»

Le si accesero gli occhi.

«C’è il museo dei dinosauri a Torino?»

Risi. «Qualcosa di simile lo troviamo, promesso.»

Partimmo un mese dopo.

Giacomo e sua moglie Serena ci aspettavano in stazione. Erano gentili, caldi, senza forzature.

I loro figli, Ludovica e Nicolò, otto e sei anni, presero Sofia per mano dopo dieci minuti e cominciarono a raccontarle del museo.

Restammo tre giorni.

Andammo al museo. Poi al parco del Valentino. Poi una cena in giardino con la griglia e troppi dolci.

Giacomo non forzò mai niente. Non provò mai a fare il padre.

Era solo… gentile. Un amico. Qualcuno a cui Sofia importava.

L’ultimo giorno mi prese da parte.

«Grazie, Daniele. Per questo. È una bambina straordinaria.»

«Lo è.»

«E se un giorno vorrai raccontarglielo… di me… io sostengo qualunque cosa deciderai. Quando lo deciderai. Non ho nessuna fretta.»

«Lo so. E grazie. Per come sei stato con lei.»

Sul treno del ritorno Sofia si addormentò con la testa contro il mio braccio, distrutta da tre giorni di corse.

Pensai al futuro.

Un giorno le avrei raccontato tutto. Rachele. Il segreto. Giacomo.

Ma non ancora.

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