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Capitolo 21: La telefonata — Parte 1

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Capitolo 21 di 39
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Altri messaggi arrivarono uno dopo l’altro.

È partito ieri. In auto. Stasera è a Torino.

I carabinieri lo cercano, ma non hanno una posizione precisa.

Attento, Daniele. Sa che sei lì.

Chiamai Tommaso. «Dov’è?»

«Non lo sappiamo. Guida da ore, può essere in qualsiasi punto. Hanno la targa, lo stanno cercando. Ma tu devi andartene da lì. Adesso.»

«Sono già in treno. Arrivo tra due ore e mezza.»

«Bene. Resta in mezzo alla gente. Non scendere alle fermate intermedie. E non tornare a casa da solo: chiedi a Elena di aspettarti lì con Sofia.»

«D’accordo.»

Chiusi la chiamata e guardai il vagone. Pieno di gente qualunque. Ma ogni uomo di mezza età mi sembrava lui.

Poi il telefono suonò. Numero sconosciuto.

Risposi.

«Pronto?»

Una voce d’uomo. Bassa, ruvida.

«Daniele Ferrari.»

«Chi parla?»

«Lo sai chi parla. Hai fatto un po’ troppe domande su di me.»

Marco.

«Cosa vuoi?»

«Quello che vuole Veronica. Quello che le hai tolto.»

«Voi due siete finiti. Andrete in carcere entrambi.»

Marco rise.

«Può essere. Ma non prima che io tolga qualcosa a te.»

Mi si gelò tutto.

«Sta’ lontano da mia figlia.»

«Tua figlia? Non è tua, ricordi? È di Giacomo Ventura. E io lo troverò. E gli spiegherò che ha il diritto di conoscere la sua bambina. E poi lo aiuterò a portartela via.»

«Non ti avvicinerai né a lui né a Sofia.»

«L’ho già fatto. Gli ho parlato stamattina. Prima di te. Gli ho raccontato che padre sei. Gli ho detto che gli stai nascondendo sua figlia. È interessato, Daniele. Molto interessato.»

Pensai al bar. A come mi aveva guardato Giacomo. A quello che aveva detto.

«Stai mentendo.»

«Ah sì? Chiediglielo. A quest’ora sarà già da un avvocato. Quando arrivi a casa, la domanda di riconoscimento sarà depositata. E lì inizia il divertimento.»

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