Quel fine settimana andammo al mare. Marta venne con noi.
Sofia correva tra le onde, urlando di gioia, con i capelli incollati alla faccia dall’acqua salata.
Marta e io eravamo seduti sulla sabbia a guardarla.
«È straordinaria» disse Marta.
«Lo è.»
Mi prese la mano.
«Ti amo, Daniele. E voglio bene a Sofia. Qualunque cosa significhi per noi due.»
La guardai.
«Ti amo anch’io, Marta. E Sofia ti vuole bene.»
Restammo in silenzio. A guardare le onde. A guardare mia figlia.
Pensai a Rachele. A tutto quello che avevamo attraversato. Alle bugie, ai segreti, al pericolo, alla paura.
E adesso questo.
Pace.
Felicità.
Amore.
Rachele aveva ragione dall’inizio.


