IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 38: Non per sangue — Parte 1

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Capitolo 38 di 39
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Il matrimonio fu piccolo.

Solo famiglia e amici veri.

C’era Elena. C’erano Giacomo, Serena e i bambini. C’erano Tommaso e sua moglie. C’era la famiglia di Marta.

E c’era Sofia.

Mia figlia.

Faceva la damigella. Vestito bianco con i fiori rosa. I capelli mossi legati con un nastro.

Sembrava un angelo.

La cerimonia era in giardino.

Lo stesso giardino in cui, tanti anni prima, avevo sposato Rachele.

Mi ero chiesto mille volte se fosse la scelta giusta. Se sembrasse una sostituzione.

Poi avevo pensato a cosa avrebbe voluto Rachele.

Avrebbe voluto che fossi felice. Avrebbe voluto che Sofia avesse di nuovo una madre. Una madre buona. Una madre che l’amasse.

Marta era davanti a me. Era bellissima.

Il celebrante stava per cominciare.

Ma Sofia alzò la mano.

«Scusate?»

Risero tutti.

Le sorrisi. «Dimmi, amore.»

«Prima devo dire una cosa io.»

«Va bene. Dilla.»

Sofia prese fiato. Guardò me. Poi Marta. Poi tutti gli altri.

«Oggi il mio papà si sposa con Marta. E io sono molto contenta. Perché Marta è gentile. E fa dei biscotti buonissimi. E mi legge le storie la sera.»

Risero di nuovo tutti.

Sofia continuò.

«Io avevo un’altra mamma. Si chiamava Rachele. Anche lei era gentilissima. E voleva un bene enorme a me e a papà. Ma si è ammalata ed è andata in cielo.»

La voce le tremò un po’.

Ma non si fermò.

«Io penso che mamma Rachele ci ha mandato Marta. Perché voleva che noi fossimo felici di nuovo. E adesso lo siamo. Quindi benvenuta nella famiglia, Marta. Ti voglio bene.»

Marta piangeva.

Io piangevo.

Metà del giardino piangeva.

Marta si inginocchiò e abbracciò Sofia.

«Ti voglio bene anch’io, Sofia. Più di qualunque cosa.»

Il celebrante sorrise.

«Devo dire che è il discorso di matrimonio più bello che abbia mai sentito. Possiamo procedere?»

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