La lessi due volte. La seconda con le mani che non stavano ferme.
Sofia mi asciugò una lacrima col pollice. «Papà? Perché piangi?»
La tirai in grembo e la strinsi come non l’avevo mai stretta.
«Perché ti voglio bene, amore. Più di qualunque cosa al mondo.»
«Anch’io, papà.»
Rimasi lì, sul pavimento, con mia figlia addosso e la testa che andava a mille.
Era cambiato tutto.
E non era cambiato niente.
Sofia era mia figlia. Rachele era ancora la donna della mia vita, segreto compreso.
E Veronica era un’altra cosa.
Mi alzai, chiusi la porta a chiave e presi il portatile dall’armadio.
Infilai la chiavetta.
E capii che non avevo davanti una semplice approfittatrice.


