IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 36: Marta — Parte 1

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Capitolo 36 di 39
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Passò un altro anno.

Sofia aveva sette anni. Seconda elementare. Adorava la scuola. Adorava la vita.

Giacomo e Serena erano diventati famiglia. Venivano ogni due o tre mesi. Noi andavamo a Torino due volte l’anno.

Sofia li chiamava «zia Serena e zio Giacomo».

Sapeva la verità. E sapeva anche dove stava il suo cuore.

E io avevo conosciuto una persona.

Si chiamava Marta Bellini. Insegnava alla scuola di Sofia.

Gentile. Divertente. Con una pazienza che non avevo mai visto in nessuno.

Sapeva tutto. Di Rachele. Di Veronica. Di Giacomo. Di ogni pezzo di quella storia.

E non è scappata.

È rimasta.

Voleva bene a Sofia come se fosse sua. Ma non ha mai provato a prendere il posto di Rachele.

Era solo… Marta.

Una parte nuova della nostra vita. Una parte buona.

Una sera trovai una busta nella cassetta della posta.

Dal carcere.

Veronica.

Voleva scrivermi.

Stavo per buttarla senza aprirla. Poi qualcosa mi fermò.

Daniele,

immagino che tu mi odi. E ne hai tutto il diritto.

Qui dentro ho avuto molto tempo per pensare. A quello che ho fatto. A chi ero.

Ero piena di rabbia. E la scaricavo su persone che non c’entravano niente.

Tu non meritavi quello che ti ho fatto.

Sofia non lo meritava.

E Rachele non meritava che la sua memoria finisse dentro i miei calcoli.

Non ti scrivo per chiedere perdono. Non lo merito.

Ti scrivo per dirti che mi dispiace.

Davvero.

Spero che tu e Sofia siate felici.

Ve lo meritate.

Veronica

La lessi una volta. Poi la appoggiai sul tavolo.

Non sentii rabbia. Non sentii odio.

Non sentii niente.

Era una parte del nostro passato. Una parte brutta.

Ma non aveva nessun diritto sul nostro futuro.

Buttai la lettera.

E non ci pensai più.

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