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Capitolo 18: L'uomo di Torino — Parte 2

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Capitolo 18 di 39
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Lessi per un’ora, con le lacrime che cadevano sulla carta.

E poi la trovai. Una pagina di circa un anno prima della fine.

Ho scoperto chi è il donatore.

Non volevo. La clinica ha chiamato per un disguido amministrativo e si è lasciata sfuggire il nome.

Si chiama Giacomo Ventura. Vive a Torino. È insegnante.

Ha fatto la donazione perché sua sorella non riusciva ad avere figli. Voleva aiutare qualcuno.

Non so cosa fare con questa informazione.

Daniele vorrebbe saperlo. Ma se glielo dico, mi odierà per la bugia.

E se lo scopre Veronica… potrebbe cercarlo. Potrebbe convincerlo a riconoscere la paternità. Potrebbe usarlo per portargli via Sofia.

Non posso permetterlo.

Mi tengo anche questo segreto. Per Daniele. Per Sofia. Per tutti noi.

Chiusi il diario.

Giacomo Ventura.

Il padre biologico di mia figlia.

Rimasi in solaio a pensare, seduto sul pavimento polveroso.

Rachele aveva ragione su tutto.

Se Veronica o Marco arrivavano a quell’uomo prima di me, potevano convincerlo a muoversi. O anche solo usare la minaccia per farmi crollare.

Dovevo trovarlo io. Dovevo parlargli io.

La mattina dopo chiamai Tommaso.

«Devi trovare una persona. Si chiama Giacomo Ventura, insegnante, vive a Torino. È… è il padre biologico di Sofia.»

Silenzio.

«Sei sicuro che sia una buona idea? Rischi di complicare tutto.»

«Veronica o Marco possono arrivarci prima. Devo parlargli io. Spiegargli la situazione. Assicurarmi che capisca.»

«D’accordo. Lo faccio cercare. Ma Daniele: anche lui ha dei diritti. Se decidesse di volere un ruolo nella vita di Sofia…»

«Lo so. Ma me lo devo prendere, questo rischio. Per lei.»

Due giorni dopo Tommaso mi richiamò.

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